Se ne parlerà ancora tanto del Festival di Sanremo. L’edizione numero 75 si è appena conclusa e noi abbiamo sentito in proposito il giornalista Emilio Buttaro che da anni segue la kermesse nella città dei fiori.
“Per Carlo Conti – ha spiegato il collega – non è stato facile raccogliere l’eredità di Amadeus ma lui ha gestito tutto alla grande, risultando l’uomo perfetto per ripartire. Ha saputo allestire un cast importante cercando di rappresentare un po’ tutte le anime della musica italiana. Conti è un normalizzatore, tiene lontane le tensioni così come le polemiche e quest’anno ha rinunciato anche ai monologhi. Rispetto alle ultime edizioni si è sentita l’assenza di un mattatore come Fiorello ma tra ospiti e co-conduttori la formula ha accontentato la maggior parte degli spettatori”.
Sui concorrenti e i verdetti, Emilio ha detto: “Il Festival ci ha abituato alle sorprese. Credo che il settimo posto di Achille Lauro e soprattutto il sesto posto di Giorgia abbiano spiazzato un po’ tutti. La musica italiana riparte dal vincitore del Festival Olly e da Settembre che ha stravinto tra le Nuove Proposte. Questi due giovani sono accomunati oltre che dal talento anche dall’anno di nascita: il 2001. Ho trovato poi fantastici, sotto molti punti di vista Lucio Corsi e Brunori Sas, presenti sul podio e vincitori di riconoscimenti di qualità. Tra i concorrenti però credo che la vera chicca del Festival sia stata la canzone di Simone Cristicchi. Il cantautore romano con la canzone “Quando sarai piccola” ha portato al Festival tutta la sua sensibilità ed anch’io mi sono commosso nel vedere le sue esibizioni. Durante l’intervista personalizzata con Simone ho voluto sinceramente ringraziarlo per le vere emozioni che ha saputo regalare al pubblico e per la capacità di toccare le corde dell’anima, anche quelle dei più giovani”.
Buttaro che nel 2023 è stato premiato al Consolato Italiano di New York dall’ Association of Italian American Educators per il suo impegno dedicato agli italiani all’estero e che pochi mesi fa ha raccontato alla Scuola d’Italia di NY i suoi 40 anni di giornalismo ha poi aggiunto: “Il Festival è un appuntamento imperdibile per i nostri connazionali che vivono oltre confine. Sanremo rappresenta una sorta di cordone ombelicale con il Paese d’origine. Ogni anno in sala stampa aumentano i giornalisti della stampa internazionale. Per Sanremo 2025 erano presenti ben 44 testate impegnate a raccontare la settimana più importante della musica italiana. Molti di questi giornali, radio o tv si rivolgono a un pubblico che parla italiano ma che vive fuori dall’Italia perché Sanremo è seguitissimo anche dagli stranieri ma è il festival di tutti gli italiani”.
E sul momento più emozionante della sua settimana sanremese Emilio non ha dubbi: “Sicuramente l’abbraccio che ho potuto dare all’israeliana Noa e alla palestinese Mira Awad prima del loro inno alla pace. E’ proprio da lì che bisognerebbe ripartire”.